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E in tutta l'isola il paesaggio fosco nel suo verde iniziò a risplendere dei colori delle pietre messe una sull'altra ad erigere le costruzioni ferrigne e rutilanti e abbacinanti e fulve, di mille colori cangianti alla luce del sole mediterraneo.
Di pietra un tempo costruirono i templi degli Dei falsi e bugiardi, sfavillanti dell'intarsio dei marmi e delle piccole tessere dei mosaici.
La civiltà dei Sardi è di pietra, ancora nelle cattedrali romaniche, dove l'arabesco bianco e nero si insinua sulle paraste, nelle cornici, fin sull'estremo fastigio.
I piccapietre hanno intarsiato i peducci delle volte a crociera gotiche e le porte e le finestre dei palazzi baronali e delle dimore modeste, fino al giorno d'oggi, quando la pietra è piegata nel ghirigoro della sgorbia che segna un nome, una data ed un simbolo.
Oggi la sapienza antica delle pietre rivive nelle tarsie policrome e nel nitore del fondale: l'uomo ripete l'azione creativa dei millenni ed intarsia arenarie, basalti, graniti, trachite e ricompone il mosaico antico che la Natura aveva generato dalle viscere di fuoco della terra.
L'uomo, novello Prometeo, ha tratto dal cuore antico della terra, le pietre del fuoco e la fiamma divampa come luce divina, sulle pietre, tra le pietre, e disegna simboli arcani, figli anch'essi della stirpe delle pietre.                                                       
                                                                       
Momo Zucca

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